Premio di maggioranza

Lo spoglio è ancora in corso, e sta procedendo a rilento. Non oso immaginare la tensione nei seggi, vista l’altissima presenza di rappresentanti di lista in tutte e 74 le sezioni cittadine (si parla di almeno un centinaio di persone che ronzano qua e la). Ma il dato è già chiaro e delineato.

Chiaro e delineato a tal punto che Giuseppe Trocino ha già ammesso la sconfitta, e Vincenzo Voce si è già proclamato sindaco. Una riconferma notevole, che arriva con oltre il 60% dei voti, al primo turno, con una media del tutto simile alla precedente tornata elettorale.

Non ci sarà alcun ballottaggio dunque, e l’ultimo timbro della mia scheda elettorale lo terrò per altro. E non ci sarà alcun ballottaggio neanche a Reggio Calabria, dove Francesco Cannizzaro ha staccato nettamente l’avversario Domenico Battaglia, anche li con percentuali superiori al 60%.

Da un punto di vista politico, possiamo già affermare che la destra si prende i due capoluoghi calabresi in ballo. E possiamo dunque dire che la scommessa di Voce (che è anche la scommessa di Occhiuto) ha pagato bene: la destra torna al governo cittadino a distanza di anni, per la prima volta dopo l’amministrazione di Senatore.

Ogni commento sul consiglio comunale lo rimandiamo a domani, a numeri più certi. Al momento però è abbastanza chiaro che saranno esclusi dal consiglio pitagorico i due outsider, Fabrizio Meo e Vito Barresi, entrambi al momento con poco più dell’1% delle preferenze.

Questo vorrebbe dire che il consiglio sarà diviso, probabilmente, tra le sole due forze di maggioranza (Voce) ed opposizione (Trocino). Una stabilità che mancava da tempo, e che sarà a tutto vantaggio di Voce, che potrà esprimere una squadra notevole e maggiormente stabile.

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