Portatori di interessi

Un commento sulla nuova giunta comunale, presentata ieri – dopo giorni di tensioni interne – dal rieletto sindaco Vincenzo Voce. Tensioni malcelate, viste le pretese dei partiti di centro-destra, che evidentemente dovranno rassegnarsi ad un apporto minoritario rispetto a quello che speravano.

La prima cosa che mi viene da dire, guardando questa nuova giunta, è che quattro voti non ti fanno consigliere ma assessore. A parte l’exploit di Sandro Cretella, che conquista 962 voti, solo Mario Megna riesce a superare le 500 preferenze (635, per la precisione), mentre tutti gli altri sono al di sotto di questa soglia.

Partiamo dagli ex assessori: Francesco Scandale totalizza 391 voti, Luca Bossi 228, Giovanni Greco 132. Giovanna Lamanna, che non ha partecipato alla tornata elettorale, è stata riconfermata, così come la new entry Simona Ferraina, inclusa dopo le dimissioni da coordinatrice di Fratelli d’Italia.

New entry sono anche Maria Lucia Cosentino con i suoi 380 voti e Dalila Venneri, con 331 preferenze. I malumori sarebbero proprio qui, o, per meglio dire, in queste liste. Tanto in Fratelli d’Italia quanto in Forza Italia, ci sono stati candidati che hanno preso molti più voti. E chi non è entrato in consiglio comunale, si è un po’ risentito.

Ma, d’altra parte, la giunta la fa il sindaco. Il resto non conta. E mai come in questo caso, occorreva avere le persone giuste al posto giusto.

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