Secondo giro di giostra all’Agenzia delle Entrate, dove siamo dovuti tornare per consegnare un ulteriore documento cartaceo. Dal mese scorso ho consumato due cartucce di inchiostro a furia di stampare e fare copie, ma tant’è: ci è già stato detto che online non gestiscono nulla.
A questo nuovo appuntamento, l’impiegata è stata molto cordiale e gentile, calma e pacata, ci ha spiegato tutto per filo e per segno, avvertendoci pure che avremmo potuto chiedere un rimborso per delle marche da bollo che non dovevamo versare. Cosa, ovviamente, non scritta da nessuna parte e non segnalata da nessuno.
Ma… al contempo, ci ha indicato che essendo “fuori tempo” avremmo dovuto pagare una “sanzione” di 15€. In pratica i documenti andavano presentati entro 30 giorni, noi ci siamo presentati dopo 44 giorni. Alché, abbiamo fatto notare di aver presentato tutto per via telematica, e di aver persino chiesto aggiornamenti via PEC a metà ed a fine settembre.
La risposta, laconica, non si è fatta attendere: “Tramite PEC non gestiamo“. E quindi, pur avendo un numero di protocollo, un invio telematico confermato (ancora visibile, tra l’altro) due pec consegnate, saremmo comunque dovuti andare di persona. Dura lex, sed lex.
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