HomeCulturaUn'offesa che non è...

Un’offesa che non è come le altre

Un banchetto nell'antica Paestum
Un “banchetto” nell’antica Paestum

Vi hanno mai detto “oi pedirasta”? Magari l’avete sentita mentre si parlava male di qualcuno, in una discussione tra amici o in famiglia. E’ una parola strana, piuttosto diffusa nei dialetti di tutta la Calabria e ancora utilizzata. E sopratutto, è una parola molto antica.

Nella parlata comune, pedirasta si usa per etichettare in modo negativo qualcuno. Ha un’accezione unicamente dispregiativa, e si usa per indicare una persona sporca, viscida, fastidiosa, disturbante, non voluta. Insomma, delle figure non proprio piacevoli.

Tuttavia, la parola ha un’origine diversa. Deriva dal greco antico, dall’unione delle parole pàis (giovane, ragazzo, fanciullo) e erastès (amante), e si usava principalmente per indicare dei rapporti sessuali tra uomini adulti e ragazzi. Di fatto, è anche un termine Italiano, pederastia, che non và confusa con la pedofilia.

Era un usanza piuttosto comune quella di avere un giovane amante, che andò avanti fino a tempi più recenti: si pensa che fosse già ampiamente diffusa nelle popolazioni mediorientali, e che poi tramite le colonie elleniche si sia diffusa lungo tutto il Mediterraneo. Era diffusa anche nelle colonie della Magna Grecia, e in Calabria sono stati ritrovati diversi reperti che raffigurano scene del genere. E’ un’aspetto spesso poco considerato quello dei costumi sessuali dei nostri avi, molto sottovalutato e stigmatizzato (sopratutto da alcuni gruppi che vogliono valorizzare solo alcuni aspetti delle “nostre origini”).

Perché ne parliamo? Per almeno due “curiosità” riguardo questa parola. Anzitutto, è un termine greco che è stato latinizzato, e che nonostante ciò non è molto usato nei vari dialetti Italiani, ma resiste specialmente in Calabria, dove il greco è stato per anni la lingua principale. Non è da escludere che già periodo romano, nonostante la diffusione della pratica, il termine potesse avere già un’accezione negativa.

In secondo luogo, è quantomeno curioso notare come il termine sia passato dall’indicare un rapporto omosessuale ad indicare una persona “sporca”: segue coerentemente la demonizzazione dell’omosessualità avvenuta nel corso dei secoli. L’omosessualità infatti è stata fortemente connotata come una pratica “sporca”, contronatura, e chi più ne ha più ne metta. E questo termine sembrerebbe aver assorbito il concetto, seppur distaccandosi dal suo riferimento iniziale (che non era l’omosessualità in se, ma l’atto di compierla con un ragazzo più giovane).

E’ una parola che ha una doppia valenza: quella Italiana, di un termine pesante e controverso anche oggi, e quella dialettale, di un termine come un altro per indicare delle persone con le quali meglio non averci niente a che fare. Chi la usa oggi la intende principalmente nell’accezione dialettale, e probabilmente non ha idea del suo significato “ufficiale”.

Insomma, è una parola antica che descrive tutta una particolare pratica sociale. A questo punto, la prossima volta che sentirete (o userete) questa parola, avrete qualcosa di cui discutere.

- A word from our sponsors -

spot_img

Most Popular

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

More from Author

Ritornare alle origini

In queste settimane il dibattito sul controllo tecnologico si è risvegliato. I...

Tanto equo quanto inesistente

Due notizie degne di nota, oggi, per scostarci un po' dal violento...

- A word from our sponsors -

spot_img

Read Now

Ritornare alle origini

In queste settimane il dibattito sul controllo tecnologico si è risvegliato. I dubbi sulla gestione monopolistica di una cosa come l'internet ed i suoi servizi, il fatto che dipendiamo - de facto - da una manciata di aziende che detengono la quasi totalità dei servizi che usiamo ogni giorno,...

Tanto equo quanto inesistente

Due notizie degne di nota, oggi, per scostarci un po' dal violento e perdurante maltempo che ci sta prendendo a schiaffi dall'inizio dell'anno. La prima, pubblicata dall'Ordine dei Giornalisti, è una critica alla proposta sull'equo compenso avanzata dalla FIEG, che avrebbe addirittura abbassato le retribuzioni minime da 20,83€...

Tritacarne commemorativo

Non poteva passare inosservata la boutade uscita da un liceo crotonese, finito al centro di una spinosa polemica in un tranquillo fine settimana di festa. Tutta "colpa", si fa per dire, della ricorrenza del naufragio di Cutro: in tale circostanza, la scuola avrebbe rifiutato un evento commemorativo, adducendo...

Uniti contro l’Unione

In queste ore si stanno susseguendo numerosi attacchi (verbali) contro l'Unione Europea, le sue istituzioni ed i suoi rappresentanti. Qualche ora fa era stato Trump a sostenere che siamo diretti verso una "reale prospettiva di cancellazione" della nostra civiltà (qualsiasi cosa voglia dire) che potrebbe avvenire nell'arco...

L’estremismo che vende

In quel campo minato che è diventato il settore culturale, non possiamo stupirci del fatto che, anche quest'anno, c'è tutta una polemica attorno alla fiera Più libri più liberi, per via della partecipazione di una casa editrice di estrema destra. Qualcuno potrebbe buttarla sul solito clichè che "cultura" e...

Rubati, bruciati, boh

La notizia del giorno è senza dubbio l'inusuale attacco ad un portavalori avvenuto questa mattina lungo l'A2. Un attacco decisamente raro dalle nostre parti, e sul quale sono in corso serrate indagini per capire le modalità d'azione di un gruppo criminale sicuramente ben organizzato (e non necessariamente collegato alla...