C’è un nuovo gossip sotto gli ombrelloni dei calabresi, che ieri sera hanno appreso delle dimissioni a sorpresa del governatore Occhiuto. Il video era stato preparato in mattinata, evidenziando una decisione già presa dunque, ma nota solo ai fedelissimi. La vera domanda resta: perchè?
Nel suo breve video Occhiuto evoca alcuni dei temi cari alla destra nazionale, e lamenta il fatto di essere stato “bloccato” nella gestione amministrativa a seguito dell’inchiesta che lo vede indagato per corruzione. È però difficile credergli, perchè governa la regione dal 2021 e se i grandi progetti che sostenuto sono ancora oggi fermi o bloccati non può essere colpa di un’indagine arrivata solo nel 2025.
Lo stesso governatore afferma che “nessuno dovrebbe dimettersi per un avviso di garanzia“, e ribadisce di non avercela con i magistrati. Parole imboccate in occasione della convention di Forza Italia a Reggio Calabria? Forse si, forse no: di sicuro, temi cari proprio a quel partito di cui è vicesegretario nazionale.
Al contempo, però, nessuno gli ha chiesto di fare un passo indietro. Lo ha deciso lui, in autonomia. O quasi. Perchè è qui che si evidenzia l’opportunità politica del gesto: in autunno andranno al voto sei Regioni (Campania, Marche, Puglia, Toscana, Valle D’Aosta e Veneto), ed a parte qualche dubbio è certa una vittoria del centro-destra.
Anche se non c’è ancora un election-day per tutte (e si voterà in date differenti), Occhiuto cercherà di sfruttare il traino della destra nazionale per assicurarsi altri cinque anni di governo regionale. Ed anche qui, non si può non notare l’opportunità politica: il mandato di Occhiuto sarebbe scaduto nel 2026, ma c’era il rischio di andare alle urne con un rinvio a giudizio. O peggio ancora, con una condanna in primo grado per corruzione.
In questo modo Occhiuto sacrifica un anno di governo nel tentativo di assicurarsene altri cinque. Una buona mossa sulla scacchiera, anche perchè è oggettivamente l’unico cavallo di razza in gara: cogliere di sorpresa gli avversari (PD e M5S sostanzialmente) serve anche per far saltare il banco, e costringerli a trovare, qualora decidano di correre insieme, un candidato valido a stretto giro. Più facile a dirsi che a farsi.
Il tentativo potrebbe quindi essere duplice: non solo quello politico, ma anche quello popolare, visto il refrain sui calabresi che decidono da chi farsi governare. Cosa che avrebbero potuto fare anche a fine mandato, ovviamente. Ma anche in caso di nuova vittoria alle urne (cosa altamente probabile), cosa succederebbe in caso di condanna? Perchè in quel caso non basterebbe il mandato popolare ad eludere la legge. Ed anche questo, Occhiuto, lo sa bene.
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