Gioia Tauro caput mundi. Probabilmente è così che si sentono gli abitanti gioiesi, visto che nelle ultime settimane la loro città pare essere diventata il centro industriale strategico della Calabria. L’ultima notizia è di poco fa, e conferma un’indiscrezione lanciata nelle scorse ore: l’idea di spostare parte della produzione dell’Ilva proprio a Gioia Tauro.
Andiamo con calma. Oltre ai numerosi annunci sul porto, che negli ultimi anni ha vissuto un rinnovato protagonismo grazie a numeri importanti che ne testimoniano la reale strategicità, ultimamente l’area di Metauros è divenuta meta di facili appetiti. Tutto iniziò (galeotto fù…) con la famosa “area retroportuale”, alla quale seguì il progetto del collegamento stradale e ferroviario. In quest’area – estesa per oltre 600 ettari – dovrebbe prendere forma la famigerata “piastra del freddo”, progetto di cui si discute da oltre vent’anni e finora messo a malapena sulla carta.
Ma non solo. Negli ultimi due anni è venuto fuori anche un nuovo progetto, quello del rigassificatore, approvato sempre dal Mimit e che, secondo il dimissionario Occhiuto, servirebbe non solo per gestire grandi quantità di GNL, ma – guarda caso – sarebbe propedeutico anche alla realizzazione della suddetta piastra del ferro. Improvvisamente, il rigassificatore ha un duplice fine.
E c’è di più. Non parlo solo dell’approvazione del progetto di raddoppio del termovalorizzatore, ma anche del nuovo ed ipotetico polo dedito alla produzione di acciaio “green” che permetterebbe di spostare parte della produzione proprio dall’ex Ilva di Taranto. Il ministro è stato perentorio: se non si trova un accordo a Taranto, l’alternativa c’è ed è già pronta.
La riunione è prevista per domani, e vedremo cosa accadrà. Detto ciò, sapete che non sono di quelli contrari a prescindere alle opere industriali, che anzi ritengo fondamentali ed essenziali. Ma… è quanto meno curioso che tutte queste attenzioni arrivino proprio adesso, in una regione che si ritroverà al voto tra pochi mesi.
Anche del Ponte sullo Stretto si è tornato a parlare in questi giorni, e sembra quasi che sulla Calabria stiano per piovere miliardi di euro. Un po’ come quanto accaduto nelle Marche, con l’annuncio dell’estensione della Zes fatto dai big della destra nazionale… e sempre a pochi mesi dal voto.
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