Come ovvio, i monitoraggi dell’Arpacal non hanno rilevato fibre di amianto volatili nei pressi del liceo Gravina. Che si tratta di un’ovvietà vale la pena sottolinearlo, perché è noto a tutti che le fibre di amianto si sprigionano al momento della rottura dei pannelli di eternit, e non a distanza di qualche giorno. Sebbene gli attacchi al Comune – tanto da parte di sedicenti giustizieri quanto da parte dei genitori degli alunni – siano meramente strumentali ed, in un certo senso, ad “orologeria”, è innegabile che l’esito dei monitoraggi fosse scontato.
Meno prevedibile, invece, l’atteggiamento del Comune di Crotone, che non ha perso tempo ed ha ripreso un brutto atteggiamento che ha contraddistinto l’amministrazione Voce negli ultimi anni: si è annunciata infatti la volontà di procedere per vie legali contro chi genera allarmismo. Uno scivolone – l’ennesimo – tra amministrazione e cittadini, anche quelli più “intransigenti” e folkloristici, che fecero, al loro tempo, proprio la fortuna (elettorale) di Voce.
Se da una parte l’amministrazione rivendica, giustamente, i risultati dell’Arpacal, che confermano l’infondatezza dei timori dei cittadini circa la presenza di amianto a 300 metri da una scuola pubblica, dall’altro lato è quanto meno grave che l’amministrazione non prenda atto di tali preoccupazioni, bollandole frettolosamente come “allarmismi” ed annunciando addirittura azioni legali. Anzi, è gravissimo: perché l’amianto c’è, e sebbene l’amministrazione si sia mossa per farlo rimuovere, è comunque ancora li.
La questione degli ex mercati generali è spinosa e particolare, e sarebbe ingiusto (oltre che errato) attribuirne tutte le colpe all’attuale amministrazione. Se non altro, perché quei capannoni sono in stato di abbandono da quasi quarant’anni. I legittimi proprietari, finalmente – dopo diversi procedimenti giudiziari – si sarebbero impegnati a risanare l’area, ma le cose vanno come sempre per le lunghe, e ad oggi non abbiamo tempistiche certe sulla bonifica di una “bomba ecologica” che le associazioni denunciano da tempo.
Anziché annunciare querele, il Comune di Crotone dovrebbe rispondere ai cittadini e fornire loro informazioni chiare. Tempistiche chiare. Cronoprogrammi chiari. Perché il problema ambientale resta, anche nel momento in cui si certifica che non c’è stata una dispersione di fibre di amianto nell’aria. Che è il minimo, in termini di tutela della salute pubblica.
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