Come ampiamente previsto – ed in un certo senso noto – il sindaco di Crotone ha ritirato le sue dimissioni. Lo ha fatto a distanza di poco meno di due settimane da quando le aveva annunciate, a seguito di una aggressione fisica a danno di un consigliere della sua stessa maggioranza. Ma è come se non fosse successo nulla: l’accaduto è stato già dimenticato, al punto che il primo cittadino non ci fà più neppure riferimento.
Una vicenda grottesca, che potrebbe avere dei risvolti qualora in prefetto intervenisse. D’altra parte, il sindaco è stato pur sempre denunciato per aggressione, ed il dietrofront – per quanto lecito – nonostante la formale denuncia potrebbe essere letto come una forzatura. Ma è inutile anche solo sperarci: non succederà nulla.
Vale dunque la pena di domandarsi se è questo il senso delle istituzioni, quello messo nero su bianco da Voce che dopo il doveroso passo in dietro ne fa uno altrettanto lungo in avanti, incurante di tutto e tutti, spacciandolo anche per una scelta a fin di bene. Il nostro bene, si intende, quello dei cittadini.
Quale bene si possa trarre da un voltafaccia, al di là della politica, è un aspetto che andrebbe chiarito. Ma è evidente che non importi a nessuno. Potremmo definire il clima attorno a questa decisione come un clima omertoso, che non desta nè scandalo nè stupore, solo qualche commento come quello che state leggendo.
E quindi, come faranno le altre istituzioni del territorio a tornare a braccetto con un sindaco che ha aggredito fisicamente un consigliere comunale? Come potrà il prefetto cittadino mostrarsi ancora in foto, sorridente, con il sindaco? E cosa ce ne faremo di tutti i progetti e le campagne contro la violenza ed incentrati al dialogo?
Ce ne fotteremo, ovviamente. Con buona pace della responsabilità istituzionale, della quale c’è ne si serve a proprio uso e consumo. Chissà cosa avrebbe sbraitato Voce, se fosse ancora a fare opposizione, contro un sindaco che si è comportato come lui…
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